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The Living museum

08/06/2009

The Living museum

Dal 10 maggio al 23 agosto 2009, il Lucca Center of Contemporary Art, propone cinquanta opere d’epoca (dipinti e sculture), molte apparse sulla rivista della Fondazione “Origine” o appartenute agli stessi artisti e architetti.

Nel complesso queste evidenziano le ricerche dei singoli artisti nelle fasi del periodo preso in considerazione.

Il percorso espositivo si divide in quattro sezioni:  

La sezione introduttiva permette di conoscere i protagonisti di questa storia con l'ausilio di foto d’epoca: dagli artisti della Fondazione Origine al futurista, Giacomo Balla, fino ai fiancheggiatori, tra i quali Emilio Villa. Lo scopo è di immergere il visitatore in un “nuovo mondo visivo” grazie alla cura con cui sono allestiti gli ambienti del Museo si dà atto alla fervida attività di ricerca della Fondazione Origine. Dai numeri originali di “Arti visive”, l’organo letterario della Fondazione a quelli di “Spazio” la rivista di architettura diretta da Moretti, da scritti programmatrici a lettere autografe, fino a fotografie di momenti salienti della vita artistica. Infine alcuni filmati di matrice astratta creati dai maestri delle avanguardie storiche, studiati dai nostri artisti.

La mostra è dedicata ai fondatori della Fondazione  Origine: Capogrossi, Burri, Colla e Ballocco, rappresentati da tre opere ciascuno. Le sale più piccole sono dedicate a Piero Dorazio e Achille Perilli, che furono il motore dei primi anni e a tutti quegli artisti che segnarono il percorso da un astrattismo rigoroso, come Atanasio Soldati e Mario Nigro, verso l’informale in tutte le sue declinazioni: Accardi, Vedova, Afro, Sanfilippo, Turcato, Mimmo Rotella e un vecchio maestro ancora interessato alla sperimentazione quale Enrico Prampolini.

La terza sezione è dedicata ai “padri”, quali Kandinsky, Sonia Delaunay ed una saletta è incentrata esclusivamente su Balla, cercando di dare un saggio della mostra organizzata dal gruppo Origine nel 1951, che segnò la riscoperta del decano dei futuristi. Una grande sala accoglie un’opera di maestri stranieri con cui gli artisti di Origine trovarono delle affinità elettive: da Hans Hartung a Corneille, da Arp a Sebastian Matta, da Max Bill a Ben Nicholson.

Conclude l’itinerario espositivo la quarta sezione che mostra le strade individuali prese in seguito da alcuni protagonisti, documentate da un’opera eseguita tra gli anni ’60 e ’70 ciascuna di grande impatto visivo: Capogrossi, Colla, Dorazio, Burri, Ballocco e Perilli.


PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.luccamuseum.com 

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